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Il ciclo quadriennale del Bitcoin sembra evolversi piuttosto che ripetere il suo schema tradizionale, con il periodo 2024-2028 che presenta significativi cambiamenti strutturali. I fondi negoziati in borsa (ETF), l’adozione da parte degli investitori istituzionali e le condizioni di liquidità macroeconomica hanno modificato radicalmente il comportamento dei mercati del Bitcoin rispetto ai precedenti cicli di halving.
Il ciclo quadriennale del Bitcoin è servito a lungo da quadro di riferimento per comprendere i movimenti del mercato delle criptovalute, ma l’attuale periodo 2024-2028 mostra notevoli divergenze rispetto ai precedenti storici. I cicli precedenti seguivano uno schema quasi meccanico: gli eventi di halving innescavano rialzi, portando a picchi speculativi, seguiti da crolli vertiginosi. Questa volta, tuttavia, lo scenario è cambiato radicalmente.
In particolare, il Bitcoin ha raggiunto un nuovo massimo storico nel marzo 2024, prima dell’evento di halving di aprile, rompendo uno schema osservato in ogni ciclo precedente. Questo cambiamento di tempistica senza precedenti ha coinciso con l’approvazione, nel gennaio 2024, degli ETF spot sul Bitcoin da parte della SEC, che ha portato sul mercato una sostanziale domanda istituzionale prima di quanto la teoria tradizionale dei cicli avrebbe previsto. Entro ottobre 2025, il Bitcoin ha raggiunto i 126.200 dollari prima di subire una correzione a circa 60.000 dollari all’inizio del 2026, con un calo del 52% in 122 giorni.
Il ciclo quadriennale del Bitcoin ruota attorno agli eventi di halving che si verificano approssimativamente ogni 210.000 blocchi, riducendo della metà i premi per i miner. L’halving dell’aprile 2024 ha ridotto i premi da 6,25 BTC a 3,125 BTC per blocco, proseguendo una riduzione programmatica dell’offerta che storicamente ha influenzato le dinamiche dei prezzi. I cicli passati hanno dimostrato una notevole coerenza, con picchi significativi registrati nel 2013, nel 2017, nel 2021 e, più recentemente, nell’ottobre 2025.
Ciascun ciclo precedente presentava caratteristiche comuni nonostante si verificasse in condizioni di mercato diverse. Il periodo 2012-2013 ha visto una prima presa di coscienza da parte degli investitori al dettaglio in un mercato nascente con infrastrutture limitate. Il ciclo 2016-2017 ha cavalcato l’onda dell’adozione mainstream delle criptovalute e della speculazione sulle ICO, spingendo il Bitcoin oltre i 19.000 dollari. Il ciclo 2020-2021 ha beneficiato degli stimoli monetari legati alla pandemia e dell’adozione da parte degli investitori istituzionali, con società quotate in borsa che hanno inserito il Bitcoin nei propri bilanci. È importante notare che, secondo una ricerca di Fidelity Digital Assets, ogni ciclo si è concluso con ribassi superiori al 77% rispetto ai valori massimi raggiunti.
Il ciclo attuale si discosta dalle norme storiche sotto diversi aspetti cruciali. Gli ETF spot su Bitcoin hanno modificato radicalmente le dinamiche della domanda: il CME Group ha registrato afflussi netti medi giornalieri pari a 208 milioni di dollari nel mese di febbraio 2024, superando di gran lunga il valore di 54 milioni di dollari dell’emissione giornaliera di Bitcoin in quel periodo. Questa domanda istituzionale si è manifestata prima dell’halving, stravolgendo il tradizionale andamento di apprezzamento post-halving.
La struttura del mercato si è evoluta in modo significativo: alla fine del 2025, circa il 12% dell’offerta circolante di Bitcoin era detenuta da società quotate in borsa e da ETP. Questa concentrazione di detentori istituzionali a lungo termine ha contribuito a una volatilità ai minimi storici, nonostante i prezzi ai massimi record. Fidelity Digital Assets ha registrato 17 nuovi casi di volatilità realizzata su base annua ai minimi storici nel gennaio 2026, verificatisi pochi mesi dopo che il Bitcoin aveva raggiunto nuovi massimi.
I mercati dei derivati hanno raggiunto una notevole maturità, con l’open interest medio giornaliero dei futures su Bitcoin del CME Group che ha raggiunto gli 11 miliardi di dollari nel marzo 2024. Le previsioni di Kaiko per il 2026 evidenziano che i derivati rappresentano ora il 73,2% del volume totale del mercato delle criptovalute, creando una maggiore liquidità e meccanismi di determinazione dei prezzi più sofisticati rispetto a quelli esistenti nei cicli precedenti.
La ricerca di Grayscale indica che gli ETP globali sulle criptovalute hanno attirato 87 miliardi di dollari di afflussi netti dal lancio degli ETP statunitensi sul Bitcoin, mentre il patrimonio gestito negli Stati Uniti mantiene un’allocazione in criptovalute inferiore allo 0,5%. Questo divario suggerisce un ampio margine per un ulteriore impiego di capitale istituzionale. La presenza di strumenti di investimento regolamentati ha trasformato il Bitcoin da un asset speculativo per gli investitori al dettaglio a uno strumento di allocazione di portafoglio per consulenti finanziari e fondi pensione.