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L’open interest è un indicatore fondamentale nei mercati dei futures e delle opzioni che tiene traccia del numero di contratti attivi in attesa di regolamento. Questo indicatore fornisce informazioni sulla partecipazione al mercato e sulla liquidità senza prevedere direttamente i movimenti dei prezzi.

Quando si negoziano futures o opzioni, ci si imbatte spesso nel termine «open interest». Questo indicatore rivela la quantità di contratti attualmente attivi e non ancora regolati sul mercato. Comprendere l’open interest aiuta a valutare il livello di partecipazione a contratti specifici e a determinarne la liquidità, ovvero la facilità con cui è possibile negoziarli.

Questa guida illustra il significato dell’open interest, il suo funzionamento, la sua importanza e le differenze rispetto a indicatori simili come il volume degli scambi.

L’open interest misura il numero complessivo di contratti futures o opzioni che rimangono attivi, ovvero quelli non ancora chiusi tramite operazioni di compensazione, esercizio o scadenza. Quantifica le posizioni aperte sul mercato.

Ecco un esempio semplice: quando acquisti un contratto futures mentre qualcun altro vende lo stesso identico contratto, l’open interest aumenta poiché hai creato una nuova posizione attiva. Tuttavia, se un trader vende un contratto e un altro lo acquista per chiudere la propria posizione esistente, l’open interest rimane invariato.

Consideriamo questo scenario: partendo da zero contratti aperti, un trader acquista 10 nuovi contratti, portando l’open interest a 10. Successivamente, se 5 contratti vengono chiusi mentre ne vengono aperti 10 nuovi, l’open interest aumenta di 5, raggiungendo un totale di 15.

L’open interest oscilla quotidianamente in base all’attività dei trader relativa all’apertura e alla chiusura delle posizioni:

Monitorare le variazioni dell’open interest aiuta a comprendere i flussi di capitale e i modelli di sentiment del mercato.

Sebbene spesso confusi, l’open interest e il volume di scambi rappresentano misure distinte: